Amazon vende ancora moltissimi prodotti falsi, nonostante stia provando da anni a combattere questo fenomeno. In alcuni casi, ha addirittura “aiutato” (inconsapevolmente) la vendita di questi prodotti tramite il servizio FBA.

La caccia da parte dei big brand verso i prodotti falsi su Amazon è un fenomeno che va avanti da diversi anni. Nel 2016, però, Amazon ha lanciato il cosiddetto Brand Registry (per tutti i dettagli clicca qui), che dovrebbe aiutare a legittimare l’identità dei brand sul marketplace, e differenziarli dai falsi.

Ma il grande numero di falsi sulla piattaforma ha convinto nel tempo molti retailer ad abbandonare il servizio.

Amazon ha recentemente dichiarato: “Abbiamo investigato e agito sul 95% delle notifiche di potenziale infrazione ricevute dal Brand Registry, sempre entro le 8 ore successive. Con le nostre innovazioni proattive, che partono dalle informazioni prese dal Registry, i brand che ne fanno parte stanno in media trovando e riportando il 99% in meno di infrazioni sospette rispetto a quando il Registry ancora non esisteva.”

Qui sotto alcuni esempi di prodotti fake nei listing di Amazon (i prodotti segnati in rosso).

L’altra faccia di FBA e Prime

Il problema principale è che spesso il servizio FBA può creare dubbi sotto questo punto di vista: è un servizio progettato per funzionare alla massima velocità, per cui spesso i prodotti con la stessa SKU vengono mescolati assieme, a prescindere da chi sia il venditore. Questo significa che i falsi hanno relativamente vita facile, dal momento che addirittura Amazon non può sempre determinare da dove arrivino i prodotti.

Amazon Prime rientra nello stesso discorso. I prodotti FBA hanno sempre il logo Prime, ma non significa che siano venduti direttamente da Amazon. E non sempre Amazon è in grado di provare che siano originali prima di venderli.

Nemmeno i prodotti “Venduti e spediti da Amazon” sono totalmente immuni, dal momento che anche essi vengono spesso messi assieme a tutti gli altri prodotti FBA, a volte con gli stessi codici a barre. Ciò significa che puoi incorrere in un falso in qualsiasi momento.

È vero, i clienti tendono a fidarsi di più di ciò che è “Fulfilled by Amazon”, ma i fatti di mostrano che non è sempre bene fidarsi.

 

La lotta contro i falsi

Amazon nel 2017 aveva annunciato che uno dei suoi principali obiettivi dell’anno era combattere i falsi, creando il Brand Registry, e incoraggiando così tutti coloro che avevano dubbi in merito ai prodotti falsi.

Ma Amazon non è certo sola in questa lotta. Siti come eBay hanno altrettanti programmi in atto per combattere i falsi. Il problema di questi programmi è che sono per lo più reattivi e non proattivi, e richiedono di monitorare costantemente il sito.

Amazon ha anche dichiarato che ogni cliente che incorra in un falso viene tempestivamente rimborsato.

Tutto questo però significa anche che se un brand che ami non è parte del Registry, c’è un più alto rischio che i suoi prodotti vengano falsificati su Amazon.

Ma dal momento che la vendita di falsi è soggetta a stretta responsabilità, Amazon dovrebbe essere legalmente responsabile se un prodotto falso viene venduto da un seller che utilizza FBA.

Detto questo, è tutt’ora in corso una battaglia legale che potrebbe cambiare il modo in cui Amazon si approccia alle vendite sul suo marketplace.

Per far sì che Amazon adotti pratiche migliori, che potrebbero filtrare i falsi, dovrebbe esserci più pressione da parte dei brand e del pubblico. E inoltre un’indicazione da parte della corte che Amazon ha un obbligo legale a tenere i prodotti falsi fuori dal suo marketplace.

La policy anti-falso di Amazon dichiara che essa lavora con brand e seller “per migliorare i modi in cui identifichiamo e preveniamo prodotti inautentici” dall’essere venduti ai clienti. Inoltre, Amazon rimuove i listing sospetti basandosi sulle sue stesse review prodotti, e dice di lavorare con i detentori della giustizia e la forza della legge “per prendere azione contro venditori e fornitori che consapevolmente violano questa policy e danneggiano i nostri clienti”.

Dunque, se Amazon non vuole che i falsi diventino un problema globalmente diffuso, dovrà essere più trasparente riguardo i suoi sforzi per combatterli. E, più importante, dovrà iniziare a prendersi più responsabilità per le vendite terze-parti del suo servizio FBA.

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