4 differenze sostanziali tra Amazon SEO e Google SEO

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4 differenze sostanziali tra Amazon SEO e Google SEO

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Google VS Amazon. La competizione è ardua tra questi due colossali motori di ricerca, ma le aziende dovrebbero utilizzare la stessa strategia per entrambi? La risposta è no. Ecco perché.

Anche se Amazon è solo un motore di ricerca per prodotti, è sempre e comunque un motore di ricerca, e detiene il totale monopolio nel suo ambito.

Amazon e Google funzionano in maniera completamente differente. Vediamo le 4 principali:

 

1.    Longtail VS Short Tail

Quando stai scrivendo un blog o rilavorando una pagina web, la maggior parte degli esperti di Google SEO sanno che dovresti inserire una o due parole chiave longtail nel tuo copy. Ma l’Amazon SEO si concentra molto meno su questo tipo di keyword e più sulle short tail individuali. Nonostante le keyword lunghe vengano più naturali quando scrivi un copy, rompere la frase per inserire una short keyword non altererà il tuo ranking.

 

2.    Ripetizioni

Le ripetizioni attentamente studiate delle parole chiave nel tuo copy sono vitali per la Google SEO. Diversamente su Amazon, un singolo utilizzo di una parola chiave è più che sufficiente per il tuo ranking. Di sicuro ricordati che le parole chiave utilizzate nel titolo avranno molto più peso in questo processo.

 

3.    Link esterni

Quando cerchi di portare traffico e migliorare la tua Google SEO, i siti esterni che linkano la tua pagina sono incredibilmente importanti.

Dall’altro lato Amazon funziona all’interno di se stesso. L’algoritmo si focalizza sulle parole chiave che gli utenti cercano all’interno del sito stesso, anche se la pagina prodotto non include queste parole.

 

4.    Click VS Conversion

L’ultima differenza tra la Google SEO e la Amazon SEO è anche la più importante. L’algoritmo di Google è stato progettato per vendere pubblicità, mentre l’algoritmo di Amazon è stato progettato per vendere prodotti. Si, puoi comprare prodotti tramite link diretti su Google, e la pubblicità esiste anche su Amazon, ma la metrica principale è differente.

La Google SEO da un peso importante al numero di click che la tua pagina riceve. Più tempo i tuoi utenti trascorrono sul tuo sito, più rilevanza ti darà Google per quella specifica keyword.

L’Amazon SEO è invece focalizzata sulla vendita prodotti, e quindi si nutre della tua conversion rate. Più è alto il volume delle tue vendite, più rilevante sarai per Amazon.

 

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Licensed Brand su Amazon: ecco dove sta la loro forza

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Licensed Brand su Amazon: ecco dove sta la loro forza

I loghi definiscono ogni cosa: film, fumetti, show televisivi, personaggi, etc. Purtroppo però, come cliente, quando fai shopping online e intendi comprare un qualsiasi prodotto di merchandising, l’internet ti offre spesso le peggio opzioni. Questo può portarti ad essere estremamente insoddisfatto.

Un esempio di successo è il brand Popfunk. Fondato nel 2008, offre migliaia di prodotti d’ogni genere per uomo, donna, bambino e bebè, tutti in licensing di film, serie TV, cartoni animati, icone pop, o altri classici brand.

Nel 2016 Trevor George, il presidente di Popfunk, ha deciso di fare il passaggio ad Amazon, utilizzando anche Contenuti A+ e Store (clicca qui per approfondimenti su queste modalità).

Il padre di Trevor fondò la Trevco nel 1990, uno dei maggiori produttori di licensed merchandising, con i diritti di oltre 600 brand, dalla Warner Bros alla Dreamworks, dai KISS agli ACDC, etc.

Nel 2008 Trevor decise di lanciare un nuovo brand diretto al cliente finale sotto l’ala della Trevco. Oggi Popfunk opera fuori Detroit, nel Michigan.

Secondo Trevor il passaggio ad Amazon è avvenuto principalmente per due ragioni: domanda e convenienza. Oggi infatti le statistiche mostrano che il 55% delle ricerche di prodotti iniziano su Amazon, contro il solo 28% di quelle che partono da Google. Inoltre la convenienza di Amazon non ha quasi eguali: la spedizione Prime e il checkout 1-click hanno influito in maniera decisiva sulla scelta di Popfunk.

 

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Investire su Contenuti A+ e su Amazon Store

Una volta passati ad Amazon, Popfunk ha deciso di investire su Contenuti A+ e Amazon Stores.

I Contenuti A+ integrano descrizioni prodotto dettagliate, immagini di qualità, tabelle e testi per aiutare i clienti a prendere decisioni d’acquisto basate su una maggiore informazione. Questi contenuti premium sono fatti apposta per aumentare le conversion derivanti dal traffico sulla pagina prodotto.

Secondo Amazon, questi contenuti possono aumentare le vendite dal 3 al 10%, informando il cliente sui tuoi prodotti e sul tuo brand.

 

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Produttori VS Licensing Brand

Secondo Trevor, i problemi che riguardano i brand produttori su Amazon sono molto diversi rispetto a quelli riguardanti i licensing brand.

La domanda è: come fanno questi ultimi a massimizzare il loro potenziale su Amazon? Gli Amazon Store sono l’elemento centrale della soluzione: Popfunk ne ha fatto un vero e proprio modello di business: tramite il suo Amazon Store rappresenta al meglio i suoi licensed brand.

È vero, gli Amazon Store sono ancora molto in potenza e poco in atto. Se fai il paragone fra l’aspetto del tuo Store su Amazon e il suo sito web, ti rendi subito conto di quanta strada questo strumento debba ancora fare per ottenere la stessa dinamicità.

Ma è anche vero che gli Amazon Store sono un ottimo punto di partenza per avere un URL effettivo su cui portare traffico, e creare la propria homepage.

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Retail: crisi o evoluzione?

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Retail: crisi o evoluzione?

Nel 2016 il settore del retail italiano ha registrato una diminuzione delle vendite di circa 7,7 miliardi di euro. Questo trend è dovuto soprattutto a una maggiore incidenza dell’e-commerce sulle abitudini dei consumatori, che in Italia ha registrato una crescita annuale del 17%.

Sentiamo oggi anche l’opinione di Alessio Polo, esperto di retail e strategies, con un background incentrato sul marketing e le vendite, sales manager retail del brand TRIBE.

I colossi si vedono ormai costretti a ridimensionarsi, cambiare strategia e, a volte, chiudere. Mentre le aziende online sfruttano questo momento per esplorare nuovi territori e lanciarsi alla scoperta di interessanti commistioni tra negozi fisici e store in rete.

In America questo fenomeno ha preso il nome di "apocalisse del settore retail": i negozi fisici, grandi o piccoli che siano, hanno iniziato a chiudere, e le maggiori catene statunitensi stanno rivedendo le proprie strategie di azione, confrontandosi con la spietata concorrenza del commercio online. Tra l’altro, i dati riguardanti i centri commerciali mostrano quanto il pubblico sia sempre meno propenso a recarsi in certi luoghi per fare i suoi acquisti: dal 2010 al 2013 l'afflusso nei negozi fisici è diminuito del 50%.

Questo dimostra quanto le abitudini dei consumatori stiano effettivamente cambiando: il modello Amazon si è imposto in tutto il mondo, portando numerosi venditori tradizionali a cambiare strategia per non annaspare in un mercato agguerrito e competitivo. Non esiste azienda ormai che non sia presente in rete. D’altro canto, se guardiamo i dati per l’Italia, notiamo che il valore dell’e-commerce tra il 2016 e il 2017 è passato da 28,8 miliardi a 31,3 miliardi (dati di Casaleggio Associati).

In futuro, però, questa tanto celebrata commistione tra online e fisico potrebbe diventare l'unica strada per sopravvivere. Di fatto, in un momento storico in cui i venditori tradizionali stanno investendo ingenti somme nell'online, dall’altro lato i colossi dell'e-commerce stanno cercando di sfruttare la loro expertise nella vendita fisica. Amazon, ad esempio, negli ultimi anni ha attuato svariati tentativi per esportare il suo modello anche nei negozi tradizionali. L'obiettivo in generale è quello di dare al consumatore la possibilità di toccare con mano i prodotti e di personalizzare la propria esperienza grazie a tecnologie di realtà aumentata, scoprendo come gli oggetti si adatterebbero ad ogni ambiente.

Cogliere ora questi segnali è fondamentale per il futuro degli acquisti. Le vendite multicanale sono ormai la direzione del futuro. Anche se nel nostro paese il dato generale di successo dell'e-commerce è ancora molto basso: solo il 29% degli italiani fa acquisti online per un valore di 21 miliardi di euro (dati Eurostat). Le piccole e medie imprese fanno fatica a imporre in rete la loro presenza, ma anche in Italia il successo di Amazon è sempre maggiore e ha già da tempo messo in crisi molti punti vendita e centri commerciali. La svolta definitiva è ancora lontana ma i segnali sono già più che presenti, vedremo chi saprà coglierli nel migliore dei modi.

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Alessio Polo

Alessio Polo, esperto di retail e strategies, con un background incentrato sul marketing e le vendite, sales manager retail del brand TRIBE.

Alessio, come vedi il futuro del retail?

Siamo in momento di svolta per il retail, la vendita on-line sta mettendo in crisi le dinamiche distributive e di consumo consolidate da anni. Per essere più specifici, la distribuzione tradizionale basata sullo store fisico, volantini, offerte, piattaforme distributive, immensi stock basso rotanti, non può reggere la competizione con l’efficienza degli store on-line. Lato consumatore, piattaforme come Amazon hanno creato una nuova esperienza d’acquisto, deve il consumatore può trovare qualsiasi prodotto, confrontare le recensioni, lasciare feedback e quindi diventare lui stesso protagonista del processo del consumo, inoltre ha 30 giorni per cambiare idea e restituire il prodotto! Il retail deve cambiare la propria struttura distributiva e fornire una nuova esperienza d’acquisto. Non ha senso fare concorrenza al mercato on-line, perché non si tratta più di questione di prezzi, ma di abitudine di acquisto. Amazon in maniera furba sta invadendo il mercato con l’arma del prezzo, ma il suo obiettivo finale è quello di creare un nuovo modo consumare, dove l’acquirente è al centro del processo di vendita


Cosa possono fare le aziende per affrontare la crisi del retail?

Per trovare un equilibrio non è possibile agire solo sulle aziende che possiedono gli store fisici: le varie catene retail non possono essere lasciate sole. La strategia deve partire dai Vendor, che devono poter integrare on-line e off-line. Purtroppo, molti di loro per recuperare le vendite perse sul mercato tradizionale, hanno inondato l’on-line creando ulteriori scompensi. L’obiettivo dovrebbe essere creare un valore aggiunto dedicato al il cliente, riportarlo, in un certo senso, nei negozi. Allo stesso tempo è importante investire nella presentazione del prodotto on-line.

Ricorda: avere recensioni negative su Amazon significa minare anche le vendite offline.

Qui puoi trovare alcuni approfondimenti.


Quali sono i maggiori ostacoli per le aziende italiane?
 

Sono troppo lente, aspettano di vedere come si evolve il mercato per poi decidere come muoversi. Non stanno perdendo il treno, spesso non vanno nemmeno alla stazione. Devono avere una strategia chiara di integrazione tra on-line e off-line, e sapersi mettere in discussione. Un altro problema delle aziende italiane è che sono poco aperte ad opinioni esterne, spesso per attuare questi cambiamenti servono consulenze esterne o agenzie specializzate che possono fornire un expertise che spesso non si trova all’interno dell’organico aziendale.

Vedi qui i 6 motivi per cui potresti aver bisogno di un’agenzia Amazon.


Le aziende italiane sono ancora in tempo per fronteggiare questa crisi?

Sono convito che siamo ancora in tempo per evitare il disastro che è avvenuto in USA e UK, ma devono muoversi subito!

 

Vuoi approfondire o hai domande su altri argomenti? Contattaci quando lo desideri per ottenere una consulenza gratuita.

 

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7 modi in cui il tuo brand viene ben rappresentato su Amazon

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7 modi in cui il tuo brand viene ben rappresentato su Amazon

Molti brand scelgono di vendere in prima persona i loro prodotti su Amazon, ma molti altri scelgono di affidarsi a dei rivenditori o distributori. Fare questo li apre ad un ampio flusso di guadagni con uno sforzo minimo, ma non senza i suoi pro e contro.

Se il tuo brand ha autorizzato un seller o un distributore a vendere i tuoi prodotti su Amazon, potresti incorrere in diverse inconsistenze di prezzo, problemi nel servizio clienti, e mal rappresentanza dei prodotti. Ma non deve andare assolutamente così. Se noti problemi e mancanze nelle strategie dei tuoi rivenditori, forse è arrivato il momento di iniziare a rappresentare i tuoi prodotti in prima persona, e ad affidarti ad un’agenzia Amazon. Ma come puoi saperlo?

Purtroppo, un brand che non vende direttamente su Amazon non ha accesso ai dati disponibili ai venditori, ma ci sono alcuni chiari segni che puoi osservare per assicurarti che i tuoi prodotti vengano presentati al loro meglio. Se pensi che invece il tuo catalogo non venga trattato come merita, ma non sei sicuro di come potrebbe essere ottimizzato, ecco alcuni consigli per te.

1- Le descrizioni prodotto e i titoli sono ottimizzati per i motori di ricerca e i clienti?

Questo è il punto più importante, perché impatta l’esperienza cliente ed è decisiva per fare in modo che i prodotti vengano trovati. I titoli dovrebbero essere accurati e più descrittivi possibile.

La descrizione prodotto e i bullet point dovrebbero essere ottimizzati a loro volta: se leggi una descrizione e trovi che ci sono delle informazioni mancanti, vuol dire che il venditore non lo sta presentando al suo meglio.

 

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2-    C’è una buona selezione di immagini?

Le immagini sono molto importanti per lo shopping online. I clienti hanno bisogno di vedere il prodotto in tutti i suoi dettagli, prima di comprarlo.

Amazon ha degli standard abbastanza alti per le immagini. Purtroppo, però, non si assicura sempre che queste vengano utilizzate bene, lasciando ai seller molta responsabilità.

Il cliente ha bisogno di vedere il tuo prodotto in tutti i modi possibili, con una buona illuminazione e fotografie ad alta risoluzione (consigliamo le dimensioni min. 1000x1000 megapixel, per attivare l’effetto zoom e permettere ai clienti di ingrandire l’immagine). Questo aiuta a rendere l’esperienza online simile a quella fisica.

 

3-    Hai una buona quantità di prodotti in stock?

Se il tuo rivenditore è riuscito a ottenere il controllo sulla buy box, per te questo è il momento migliore per continuare a ottimizzare il tuo catalogo. Tutto ciò può svanire velocemente quando il prodotto va consistentemente out of stock.

Se grazie alla buy box stai ottenendo più domanda, devi essere preparato a soddisfarla tutta. Per saperne di più su come affrontare questa situazione leggi i Consigli per non sprecare denaro su Amazon.

 

4-    I prezzi corrispondono a quelli genericamente associati al tuo brand? 

La maggior parte dei clienti ormai è molto sveglia: sa cercare su internet il miglior affare, una volta che ha trovato il prodotto che gli serve. Quindi, se il tuo seller Amazon sta cercando di guadagnare qualcosa di più dai tuoi prodotti, questo potrebbe inficiare le vendite.

Il problema opposto può capitare quando il tuo brand vende online su varie piattaforme. Se un tuo seller Amazon abbassa il prezzo per attirare clienti, questo potrebbe creare problemi al tuo business su altre piattaforme, e portarti ad un “conflitto fra canali”.

 

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5-    C’è un buon numero di recensioni? Stai utilizzando la sessione Q&A?

Le opinioni di altre persone sono uno dei fattori più importanti nella decisione di acquisto. Le recensioni su Amazon sono generalmente molto ben gestite, permesse solo a compratori verificati.

I venditori dovrebbero anche rispondere prontamente alle recensioni negative: un ampio numero di recensioni negative senza risposta danneggiano il tuo brand.

La sezione Q&A è invece molto utile per interagire coi clienti e dare al brand un tocco personalizzato.

 

6-    Il catalogo è ottimizzato per mobile?

Il 50% dei clienti effettua i suoi acquisti da device mobile. L’esperienza cliente è diversa su schermo più piccolo, quindi i listing dei prodotti devono essere più corti, ma sempre rilevanti. Anche le immagini dovrebbero essere ottimizzate per la visualizzazione mobile.

 

7-    Hai uno store su Amazon? È ben gestito?

Grazie agli Amazon Store puoi creare una nuova esperienza di acquisto per mostrare il tuo marchio e indirizzare il traffico del tuo brand verso un’unica landing page. Sullo store puoi creare più pagine per il tuo listing e creare dello storytelling intorno al brand.

Gli store su Amazon sono perfetti per mostrare tutta la gamma prodotti, portare traffico dall’esterno (per esempio i social media), comunicare più valore al cliente finale, etc.

Per approfondire puoi leggere questa sezione Q&A su Amazon.

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Il rapporto fra un brand e il suo seller terze parti può essere molto complicato quando si tratta di sfruttare al massimo le potenzialità di Amazon. Se il tuo rivenditore sembra voler fare tutto da sé, forse è arrivato il momento di prendere il controllo sui tuoi prodotti.

Hai bisogno di un consiglio sull’argomento? Contattaci quando preferisci per ottenere una consulenza gratuita!

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Negoziare con Amazon: le dritte strategiche per i Vendor

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Negoziare con Amazon: le dritte strategiche per i Vendor

Che tu abbia appena ricevuto l’email del Vendor Manager per entrare nel programma, o che tu sia un Vendor “navigato” che sta pensando di uscirne, dovresti sapere che hai sempre la possibilità di negoziare i tuoi termini di collaborazione con Amazon.

Il problema è che molti Seller inizialmente sono così emozionati all’idea di entrare in affari con Amazon in qualità di Vendor (ed esporre finalmente i loro prodotti ad una massiccia clientela), che non si rendono conto di poter negoziare il contratto sin dall’inizio.

Oggi ti do qualche dritta per imparare a fare un buon negoziato con Amazon.

 

La negoziazione è sempre win-win

Innanzitutto, è di fondamentale importanza che tu consideri questa negoziazione come un win-win, cioè come un accordo che va a vantaggio sia tua sia di Amazon.

Ecco alcuni appunti che ti aiuteranno a negoziare le tue tariffe Vendor:

  • Amazon necessita della maggior selezione possibile, perché vuole essere la miglior scelta in assoluto per i clienti. I Vendor con ASIN molto richiesti, saranno ovviamente molto più interessanti.
  • I Vendor Manager sono (quasi sempre) molto impegnati, non hanno tempo per leggere le tue lunghe email. Assicurati che ogni comunicazione vada dritta al punto.
  • I Vendor Manager spendono molte più energie per i fornitori maggiori, per cui se ti trovi in difficoltà puoi contare solo sul Vendor Support, o su un’agenzia esterna (vedi qui i 6 motivi per cui potresti aver bisogno di un’agenzia Amazon).

 

Cosa puoi effettivamente negoziare

Non tutti i termini di un contratto sono negoziabili. Qui ti indico alcune cose su cui puoi lavorare per poter scendere a compromessi.

  • Prezzo di vendita. La cosa più importante è assicurarsi che il tuo business su Vendor Central ti dia profitti sin dall’inizio. Ti consigliamo di controllare i prezzi di vendita e i contributi totali prima di definire gli accrual and allowance. Per esempio, se hai un margine totale del 40%, puoi dividerlo tra i vari contributi e prezzi di vendita. Se Amazon vuole più contributi, puoi aumentare i prezzi per bilanciare.
  • Resi. Prima di accettare i pieni diritti di reso per gli overstock non danneggiati e per i prodotti danneggiati, prova a insistere per eliminare qualsiasi reso o almeno per una rata più bassa, diciamo del 25%, sugli overstock.
  • Trasporto merce. Puoi provare a negoziare il “prepaid” nel caso la spedizione della merce ad Amazon fosse a carico tuo, oppure il “collect”, per cui Amazon prenderà a carico la spedizione, che sarà fatta da corrieri esterni. Amazon ha dei prezzi di spedizione molto competitivi, quindi spesso il “collect” è l’opzione migliore. Attenzione: facendo questa scelta, pagherai comunque le spedizioni sotto forma di “Freight Allowance”.
  • Accrual e Allowance. Amazon insisterà per una certa quantità di contributi, in cui saranno inclusi marketing, danni, trasporto e SNS. Questi contributi dipendono dalla categoria del prodotto, dai termini di trasporto e dai diritti di reso concordati con Amazon. Amazon ha dei minimi necessari da raggiungere, che varieranno in base alle categorie del prodotto. Integra questi contributi all’interno dei tuoi costi. E ricordati che Amazon potrebbe chiederti ulteriori allowance su base annuale.
  • Termini di pagamento. Amazon insisterà per ottenere termini di pagamento più lunghi, ma termini più brevi sono più comodi per la maggior parte dei Vendor. Per incentivare Amazon ad accettare termini più brevi, potresti dover offrire un piccolo sconto sul pagamento, magari tra l’1 e il 3%. Questo si potrebbe applicare ad esempio a 60 giorni dalla data della ricevuta, o a 30 giorni con uno sconto del 1.5%. Inoltre, attento alla terminologia, e cerca di pattuire un pagamento dalla data di “invoice” o “net” piuttosto che dalla fine del mese. La dicitura dalla fine del mese può a volte aggiungere altri 30 giorni che la ricevuta è spedita all’inizio del mese.

 

Come pianificare la negoziazione

Quando pianifichi una negoziazione, dovresti prepararla in modo da mettere in gioco, a seconda dei casi, il minimo che puoi offrire, un livello intermedio o una situazione ideale, il massimo che puoi offrire. Dovresti sempre sapere cosa puoi permetterti di sacrificare prima di iniziare.

Ecco alcune aree di concessione che puoi toccare per ottenere nel complesso un affare migliore:

-       Selezione

-       Esclusività del prodotto

-       Copertura mediatica

-       Promozioni on-site

-       Marketing

-       Merchandising (Contenuti A+, Vine: clicca qui per approfondimenti)

La chiave è non fissarti su un’unica area, ma lavorare su un negoziato più ampio che vada bene sia per te che per Amazon.

 

Sei già Vendor e vuoi rivedere i termini del contratto?

 Prima fatti le seguenti domande:

-       Sei uno dei Key Account di Amazon?

-       I tuoi rapporti di lavoro col tuo Vendor Manager sono solidi?

-       In cambio di una re-negoziazione, hai qualcosa da offrire (un numero più ampio di ASINs magari)?

-       C’è qualcosa a rischio nel caso non fossi in grado di negoziare?

Attenzione: se stai seriamente considerando di rimuovere il tuo brand da Amazon a causa di una seria difficoltà a pagare le allowance, puoi provare prima a bloccare tutti gli ordini finché un Vendor Manager non proverà a proporti una ri-negoziazione, oppure invia ad Amazon un notice di 60 giorni per cancellare gli accordi. Questo potrebbe funzionare, ma ti consigliamo di farlo solo se sei davvero in difficoltà.

Comunque, i contratti normalmente sono annuali, e nella maggior parte dei casi vengono rinnovati automaticamente quando confermi un ordine. Poco prima che scada il contratto annuale, può essere un buon momento per ri-negoziare i termini.

Ricordati che se alla fine decidi di eliminare il tuo account dalla piattaforma, alcune provvigioni continueranno ad essere osservate: garanzie, licenza di informazioni prodotto, indennità, assicurazione, etc.

 

Questo articolo ti ha incuriosito e vorresti saperne di più? Contattaci quando lo desideri per ottenere una consulenza gratuita!

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4 modi in cui i Vendor perdono i loro soldi su Amazon

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4 modi in cui i Vendor perdono i loro soldi su Amazon

Sei un Vendor e vuoi sapere come evitare di spendere denaro in eccesso su Amazon? Queste sono le 4 cose che NON devi assolutamente fare.

 

1.     Lasciare i prodotti out of stock. Se Amazon è l’unico retailer che al momento vende i tuoi prodotti, nel momento in cui questi saranno out of stock, perderanno visibilità sul ranking. Più a lungo rimarranno in questo status, più sarà difficile che le vendite ripartano dallo stesso punto di quando le hai lasciate. Per esempio, se stavi vendendo 20 pezzi al giorno, dopo due settimane in out of stock potresti riuscire a venderne solo 10. Questo perché il tuo prodotto ottiene meno visibilità man mano che scende nel ranking. in questi casi dovrai trovare un modo per tornare al top delle vendite e della visibilità. Una soluzione potrebbe essere usare le campagne PPC di AMS (vedi qui per approfondimenti).

Un’altra casistica si presenta quando Amazon perde più volte la buy box di un determinato prodotto perché un venditore terze parti continua ad abbassare il suo prezzo di vendita. In questi casi Amazon potrebbe smettere di ordinare i prodotti da te o chiederti di abbassare il prezzo. Attento a scendere a compromessi su questo: è vero che in questo modo continuerai a vendere, ma rischierai anche di entrare in conflitto con i tuoi distributori offline, che mantengono invece un prezzo più alto (ne abbiamo già parlato qui).

 

2.     Ricevere dei Chargebacks. Si presentano quando non rispetti le normative di Amazon, fatte per migliorare le procedure logistiche. Le ragioni per un chargeback possono essere: spedizione in ritardo o mancante, mancanza di prodotti, ordini non confermati o cancellati entro 24h, ASN mancanti. Suggeriamo ai Vendor di leggere molto attentamente le normative di spedizione, in modo da evitare qualsiasi confusione e ridurre i casi di chargeback.

 

3.     Non aggiornare la disponibilità del prodotto. È importantissimo comunicare su base mensile la disponibilità dei propri prodotti ad Amazon. Te lo suggeriamo soprattutto se sei un fornitore che vende migliaia di SKU. Il sistema di Amazon potrebbe cancellare i prodotti dal ciclo di ordini per il semplice fatto che tu hai spesso cancellato i suoi ordini (perché magari i prodotti erano temporaneamente out of stock).

Un altro motivo potrebbe essere che Amazon non ha creato un margine sufficiente per poter continuare a vendere un determinato prodotto, e questo farà sì che lo escluda dal ciclo di ordini. In questo caso puoi valutare internamente se ha più senso negoziare un ordine di prodotti in massa ad un prezzo speciale o un miglior prezzo d’acquisto su tutti i prodotti.

In ogni caso, quando Amazon cambia lo stato di disponibilità del tuo prodotto in “non più disponibile”, nessun avviso ti viene recapitato. Per questo motivo è di vitale importanza che tu analizzi frequentemente i report per scovare situazioni del genere e riparare per tempo.

 

4.     Avere poca rilevanza nelle ricerche. Una bassa rilevanza nelle ricerche è spesso dovuta a una mancanza di visibilità nel ranking di Amazon. Quattro ragioni per cui questo capita sono le seguenti:

·      la pagina prodotto non è ottimizzata, mancano keyword importanti, il che risulterà nel non essere in ranking per tutte le keyword mancanti;

·      non sapere dove inserire le keyword;

·      la mancanza di recensioni o le troppe recensioni negative;

·      la mancanza di azioni pubblicitarie: la visibilità immediata che AMS può darti un aumento consistente di traffico e vendite a lungo termine.

 

Per approfondimenti in tema vedi anche 7 errori da non fare su AMS e Come ottimizzare i tuoi prodotti su AMS.

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Vendor Central vs Seller Central: differenze, pro e contro, spiegati semplicemente

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Vendor Central vs Seller Central: differenze, pro e contro, spiegati semplicemente

Che tu sia un venditore con esperienza su Amazon o che tu non abbia ancora avviato un’attività sulla piattaforma, di sicuro almeno una volta ti sarai chiesto quale sia la differenza sostanziale tra l’essere un Seller e l’essere un Vendor.

Andiamo a vedere insieme in cosa consiste questa differenza e, soprattutto, perché è così importante esserne al corrente.

 

Fornitore Amazon / Venditore Amazon

La fondamentale differenza tra Vendor Central e Seller Central è chi vende di fatto i tuoi prodotti. Come Vendor, Amazon compra i tuoi prodotti e li rivende ai suoi clienti, quindi avrai il ruolo di fornitore. Come Seller, invece, vendi direttamente tu ai clienti Amazon, quindi hai il ruolo di venditore.

È importante capire le opportunità e i limiti di entrambi, per potersi inserire al meglio nell’ecosistema delle due piattaforme.

 

Cos’è Seller Central

Seller Central è l’interfaccia web usata da brand e venditori per vendere i loro prodotti direttamente ai clienti Amazon. Se hai un account Seller Central, sei considerato come marketplace o venditore terze parti (3P).

Come venditore marketplace hai due opzioni per soddisfare gli ordini che ricevi dai clienti Amazon. Puoi gestire in maniera totalmente autonoma logistica, spedizioni, conferme d’ordine e resi per ogni singolo ordine, oppure puoi permettere ad Amazon di gestire tutto questo al posto tuo affidandoti al servizio Fulfilled by Amazon (FBA).

I PRO di Seller Central

  • Analytics: Seller Central ti fornisce moltissimi dati gratuiti sui tuoi clienti e sulle tue vendite, sui tassi di conversione e sul traffico delle tue pagine prodotto. Fondamentali per capire meglio chi compra cosa e dove.
  • Controllo prezzo: come venditore hai la possibilità di controllare il prezzo di vendita e mantenerlo anche per altri canali. Inoltre, puoi automaticamente confrontarlo con quello dei tuoi competitor per mantenere viva la concorrenza. Questo punto si adatta molto bene a Seller che distribuiscono anche a grandi catene di negozi fisici, e potranno quindi vendere su Amazon allo stesso prezzo dello store offline, senza creare problemi e discrepanze.
  • Controllo messaggistica: spesso i produttori scoprono che alcuni partner o venditori sconosciuti rivendono vecchie versioni dei loro prodotti senza consenso. L’unico modo per controllare queste vendite non autorizzate è attraverso un account Seller Central iscritto regolarmente al registro dei brand di Amazon.
  • Enhanced Brand Content: simile ai contenuti A+ offerti ai Vendor, questo strumento ti dà la possibilità di creare dei contenuti aggiuntivi che si inseriscono direttamente sulla tua scheda prodotto, dando al cliente moltissimi dettagli in più su ciò che vendi. I layout offerti sono un po’ più semplici rispetto agli A+.

I CONTRO di Seller Central

  • Costi di rifornimento/spedizione: spesso i costi di spedizione e/o di rifornimento del magazzino limitano la tua possibilità di vendere prodotti a basso prezzo.
  • Vendite più basse: alcuni studi hanno mostrato che un prodotto “Venduto e spedito da Amazon” vende molto di più di uno FBA oppure “Venduto e spedito da venditore 3P”. Tra l’altro, se altri venditori 3P decidono di combattere le tue vendite utilizzando FBA, una grossa percentuale delle vendite totali verrà persa a causa loro. Attenzione: per questo motivo se usi lo Sponsored Product Ad (vedi qui per approfondimenti) il tuo annuncio apparirà solo se hai vinto la buybox.

 

Cos’è Vendor Central

Amazon Vendor Central è l’interfaccia web usata da produttori e distributori. Se vendi via Vendor Central sei un venditore “prime parti”. Sei di fatto un fornitore Amazon, vendi i tuoi prodotti in massa. La registrazione a questo portale avviene solo su invito di Amazon stesso.

I prodotti dei Vendor si riconoscono perché hanno la dicitura “Venduto e spedito da Amazon”.

I PRO di Vendor Central

  • Fiducia dei clienti: se vendi i tuoi prodotti come venditore prime parti significa che essi sono a tutti gli effetti venduti da Amazon. Questa sorta di sigillo d’approvazione può solo procurarti la fiducia dei clienti.
  • Ampie opportunità di advertising: Amazon Marketing Services (vedi qui per approfondimenti) dà ai brand un potente strumento con molteplici opzioni per attirare l’attenzione dei clienti sui loro prodotti. È vero che anche i Seller hanno accesso alla piattaforma, ma per i Vendor ci sono opzioni molto più ampie e robuste quando si tratta di lanciare campagne di sponsorizzazione su Amazon e su siti esterni (vedi l’articolo su Amazon Media Group).
  • Modello di business semplificato: come Vendor i tuoi obiettivi principali sono soddisfare gli ordini dei clienti, gestire la fatturazione, ed evitare charge backs (vedi sotto). Per i Seller che utilizzano FBA invece è tutto più complesso: sono gli unici responsabili delle loro vendite, del loro inventario e delle questioni fiscali.
  • Contenuti A+ e altri strumenti di marketing: Amazon ti dà la possibilità di creare i cosiddetti “contenuti A+” che si inseriscono direttamente sulla tua scheda prodotto, dando al cliente moltissimi dettagli in più su ciò che vendi. Hai anche accesso a servizi come Subscribe & Save o Amazon Vine.

I CONTRO di Vendor Central

  • Controllo prezzo: Amazon purtroppo non segue le linee guida MAP (Minimun Advertised Pricing) dei produttori e può quindi aggiustare i prezzi di vendita in qualunque momento basandosi su dati interni.
  • Questioni logistiche: Amazon ha delle linee guida molto rigide per quanto riguarda la spedizione degli ordini. Non seguirle potrebbe mandarti incontro a seri charge back.
  • Charge backs: Amazon spesso penalizza i fornitori per varie ragioni. Per esempio se non confermi i tuoi ordini o li cancelli entro 24h, se la merce non viene consegnata entro la finestra di consegna prevista, etc.

 

Perché la tua decisione ha così tanto peso

Come puoi vedere ci sono pro e contro per entrambe le categorie, ma il peso che ogni fattore può avere sulle scelte dipende da venditore a venditore. Per alcuni, può essere più comodo scegliere Seller Central e avere piani di vendita precisi e l’opportunità di guadagni consistenti. Per i brand più grandi, delegare la gestione delle proprie vendite su Amazon può essere decisamente allettante.

Provare a fare un bilancio confrontando la vision che hai del tuo brand, i tuoi goal come venditore, e le risorse che hai per gestire il tuo prodotto, ti aiuterà sicuramente a identificare la piattaforma che fa per te.

Noi di E-Baus, Agenzia Digitale Amazon, siamo sempre disponibili per aiutarti a fare le scelte giuste.

Contattaci quando lo desideri per ricevere una consulenza gratuita!

Oppure scrivi a jhonny@e-baus.com

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Amazon Media Group: un investimento a lungo termine per i venditori più astuti

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Amazon Media Group: un investimento a lungo termine per i venditori più astuti

Amazon Media Group è uno dei vantaggi più grandi offerti in questo momento ai Vendor di Amazon, che come si sa hanno accesso a un intero sistema chiamato Amazon Vendor Premium Services (i servizi premium riservati ai Vendor).

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AMG offre un ampio spettro di servizi di advertising personalizzati, tra cui Amazon Marketing Services (ne abbiamo già parlato qui).

I servizi cosiddetti premium di AMG sono riservati unicamente ai Vendor che possiedono un budget di investimento minimo di 10.000 €. I venditori che non arrivano a questa cifra possono tranquillamente accedere ai servizi self-service di AMS (di cui sopra).

Ma andiamo a scoprire cosa può fare Amazon Media Group per i Vendor più ambiziosi.

Con AMG potrai:

-       Raggiungere i clienti su qualsiasi dispositivo

-       Creare campagne forti che portano risultati

-       Accedere a report di campagna trasparenti e completi

Il team AMG si muove dunque su 3 fronti:

1-    Amazon Display Advertising

2-    Amazon Advertising Platform (AAP)

3-    Kindle e Fire

 

1.    Amazon Display Advertising

Questo genere di pubblicità raggiunge i clienti sia su desktop che su dispositivi mobili in modo da mettere in mostra il brand lungo tutto il processo di vendita.

I Product Display Ads possono essere usati per pubblicizzare singoli prodotti e portare traffico sulla scheda prodotto; creare campagne targettizzate, con conseguente controllo sul budget, sul pay per click e sulla performance della campagna stessa.

Per ulteriori approfondimenti su questa modalità ti rimando a questo articolo.

Con Amazon Display Advertising, i Vendor possono accedere ai report riguardanti tutte le campagne attive, godendo di grande trasparenza ed efficienza grazie a metriche dettagliate.

 

2.    Amazon Advertising Platform (AAP)

 Con AAP i Vendor possono facilmente estendere le loro campagne raggiungendo i clienti sulle altre piattaforme di proprietà di Amazon e su siti terzi.

AAP crea formati video o full-screen per attirare l’attenzione degli utenti e portare traffico sulle tue landing page o sui tuoi siti esterni.

In questo modo potrai raggiungere i tuoi clienti in tutto il web con diverse modalità:

-       Desktop Display Ads: campagne sia su Amazon che su altri siti

-       Mobile Banner Ads: campagne su applicazioni mobile su qualsiasi dispositivo

-       Mobile Interstitial Ads: su mobile è sempre possibile optare per opzioni di advertising full screen

-       Image + Text Ads: un mix di elementi creativi che includono un’immagine, un titolo, un testo e un URL di destinazione

-       In-stream Video Ads: campagne video disponibili in diversi formati della durata di 5 o più secondi.

 

3.     Kindle e Fire

 Questo terzo elemento permette ai Vendor di creare campagne visual per i clienti Amazon che utilizzano Kindle, il table Fire e la Fite TV.

Amazon offre quindi spazi pubblicitari che appaiono sul blocco schermo o sulla home.

Tramite questa modalità, i Vendor possono accedere a report dettagliati basati sull’impatto delle loro campagne sul customer journey.

Perché dovresti usare AMG?

Recentemente sembra che AMG stia acquisendo sempre più la reputazione di valore aggiunto per i Vendor. In particolare, questo strumento può tornarti utile quando stati cercando di aumentare la visibilità del tuo brand piuttosto che il ROI: è insomma un investimento a lungo termine che puoi fare sul tuo business.

Si tratta quindi a tutti gli effetti di un servizio premium, che richiede un investimento di minimo 10.000 €. Prima di intraprenderlo dovresti farti questa domanda: ho già scandagliato e testato tutte le altre (meno dispendiose) soluzioni di marketing che Amazon e il web mi propongono?

La nota positiva è che Amazon ti offre un periodo di prova su AMG della durata di 30 giorni. È vero: in 30 giorni è difficile rendersi conto del ROI che questo strumento può offrirti, ma di sicuro puoi farti un’idea del suo potenziale.

In conclusione, Amazon Media Group è senza dubbio un meraviglioso strumento di ricerca che aiuta i venditori a dipingere un quadro più dettagliato dei propri potenziali e attuali clienti.

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Sei interessato a capirne qualcosa di più?

Contattaci per ottenere una consulenza gratuita.

Oppure consulta il nostro blog.

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L'aggiornamento di Amazon sulle recensioni prodotto è esattamente ciò che tutti aspettavamo

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L'aggiornamento di Amazon sulle recensioni prodotto è esattamente ciò che tutti aspettavamo

Amazon ha lanciato recentemente una nuova opzione chiamata “Themes”, fatta per rendere più semplice la navigazione all’interno delle recensioni dei prodotti. Questa opzione è già presente in USA e nei marketplace europei. In Italia, in particolare, al momento è presente solo in determinate categorie di prodotti.

Grazie a questo aggiornamento, sull’app mobile di Amazon è possibile vedere quali parole sono state utilizzate più frequentemente da altri utenti nel recensire un determinato prodotto. È quindi possibile utilizzare un bottone per filtrare direttamente tutte le recensioni in cui è presente una data parola.

Per visualizzare le parole più utilizzate basta andare nella sezione recensioni di un prodotto e guardare nel riquadro sopra le “Top reviews”: le parole evidenziate in azzurro sono le più in auge.

Purtroppo, al momento il sistema è ancora abbastanza basico: l’algoritmo seleziona solo le parole più usate, senza filtrare quelle realmente utili per i clienti. Ad esempio, sulle recensioni di un’aspirapolvere potrai trovare spesso come top keyword la parola “aspirapolvere”, mentre le parole più specifiche, e quindi più utili, saranno inevitabilmente più in basso.

Comunque, quando clicchi su un termine che ti interessa, vieni subito reindirizzato a una pagina che mostra tutte le recensioni in cui quella parola è contenuta.

Questo aggiornamento è particolarmente utile quando un prodotto ha davvero moltissime recensioni, ma a te interessa approfondirne solo determinati aspetti.

Il cambiamento arriva immediatamente in seguito a una grossa azione messa in atto da Amazon, che da tempo si sta muovendo, sia per vie legali sia per vie più tecniche, per ripulire la piattaforma da tutte le recensioni false o comprate. Questo include anche le recensioni date dal cliente in cambio di un grosso sconto o di prodotti gratis.

Amazon è sempre e comunque alla ricerca di metodi per migliorare e aggiornare il sistema delle recensioni che, ricordiamolo, sono una delle armi più forti di cui tu ti possa avvalere quando decidi vendere sulla piattaforma di e-commerce più importante del mondo.

Per ulteriori approfondimenti sulla vendita su Amazon consulta il nostro blog.

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Come ottimizzare i tuoi prodotti su AMS in maniera strategica – 5 consigli pratici

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Come ottimizzare i tuoi prodotti su AMS in maniera strategica – 5 consigli pratici

Grazie ad Amazon Marketing Services, oggi i venditori Amazon hanno la possibilità di investire sulle sponsorizzazioni dei loro prodotti e ottenere quindi più vendite.

Qui troverai alcuni suggerimenti per sfruttare al meglio questo strumento, vincere sui tuoi competitor e investire il tuo denaro nel modo migliore.

Ricorda: il vincente non è colui che ha fretta di ottenere risultati, ma colui che sa adottare la giusta strategia nel giusto momento.

Aiuta Amazon a vendere e aiuterai il tuo business a crescere

Amazon vive in funzione del cliente finale: dovrai assumere anche tu questa filosofia. Una volta capito questo potrai padroneggiare al meglio il motore di ricerca di Amazon, A9, che, ricordiamolo, è diverso da Google in quanto finalizzato unicamente alla vendita di prodotti. Così, mentre Amazon implementa il suo sistema, dovrai riuscire il più possibile a prevenire le sue mosse in modo da adattarti ai suoi algoritmi prima dei tuoi competitor. Tre cose che dovresti sempre chiederti sono: “Sto usando abbastanza immagini?”; “Come potrei migliorare il titolo dei prodotti?”; “A che prezzo dovrei vendere?”.

Se sei alle prime armi ti consiglio di leggere prima Cos’è AMS e perché è importante per il tuo business.

Ottimizza le schede prodotto

Una campagna su Amazon porta sicuramente molto traffico sui tuoi prodotti, ma non otterrai il successo sperato se le tue pagine prodotto non ispirano i clienti a comprare. Quello che devi fare, quindi, è ottimizzarle.

Ottimizza partendo dal titolo: scegli parole chiave rilevanti, che aiuteranno il tuo prodotto a salire nel ranking e aumenteranno il numero di click sul tuo annuncio.

Elementi fondamentali di una detail page di successo sono anche: una descrizione dettagliata ricca di informazioni rilevanti per il compratore; un buon numero di stelle e recensioni. Dovresti sempre sponsorizzare unicamente prodotti che hanno 3 stelle o più.

 Esempio di scheda prodotto ben ottimizzata

Esempio di scheda prodotto ben ottimizzata

Fai attenzione al matching delle parole chiave

AMS ti offre tre diverse opzioni per far combaciare le parole chiave con le ricerche:

  • ESATTA — Il tuo annuncio appare solo quando i compratori cercano le esatte parole chiave che tu hai inserito.

  • FRASE — Il tuo annuncio appare se le parole chiave sono contenute all’interno di una frase che il compratore scrive nella barra di ricerca.

  • GENERALE — L’algoritmo si apre anche a varianti sullo spelling, sui sinonimi, e su frasi scritte male, permettendo al tuo annuncio di apparire in un numero maggiore di ricerche.

Il primo metodo ti darà più click per view, ma meno visualizzazioni. Il terzo ti dà più visualizzazioni ma meno click. Il secondo è una via di mezzo. In realtà dovresti affidarti a tutte e tre per avere il miglior risultato: dovresti usare parole più specifiche per il metodo “Exact”, e parole più generiche per il metodo “Broad”.

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Risparmia da un lato e investi dall’altro

Il sistema di pay per click può davvero aiutarti a risparmiare soldi. Un’ottima ragione questa per reinvestirli in ulteriori campagne aumentando l’importo dei bid (i soldi che decidi di investire su un ad). Specialmente per i prodotti con parole chiave molto competitive, i tuoi annunci non compariranno se i tuoi bid non sono sufficientemente elevati.

Attacca e difendi contemporaneamente

Da un lato puoi attivare una strategia aggressiva, comprando gli spazi pubblicitari all’interno delle schede prodotto dei tuoi competitor. Dall’altra è bene che ti ricordi di difendere il tuo territorio, comprando lo spazio di Product Display Ad sulle pagine dei tuoi stessi prodotti, così nessun competitor potrà occuparli rischiando di portarti via clienti.

Per ulteriori suggerimenti in merito puoi leggere i 7 errori da non fare su AMS.

Oppure contattaci direttamente per una consulenza gratuita.

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6 motivi per cui il tuo business ha bisogno di un’agenzia Amazon

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6 motivi per cui il tuo business ha bisogno di un’agenzia Amazon

Chiunque venda o abbia venduto in passato su Amazon sa che la competizione per accaparrarsi la maggiore visibilità sulla piattaforma è spietata e senza mezzi termini.

Colui che vince l’attenzione dei clienti è un venditore sveglio, con l’abilità di rimanere concentrato sul suo obiettivo di business senza perdere di vista i cambiamenti in atto su base giornaliera presenti sulla piattaforma.

Tutto questo mentre il resto dei venditori (leggi: i perdenti) buttano il loro tempo a cercare di ottimizzare alla buona le descrizioni prodotto e a modificare compulsivamente le loro parole chiave, fino a soccombere inevitabilmente.

Ma pochi sanno che i vincenti si avvalgono di un’arma segreta: le agenzie specializzate Amazon.

Se sei incuriosito da quest’arma segreta, ma ancora non sei totalmente convinto di averne bisogno, lasciati ispirare dai suggerimenti che ti darò di seguito.

Ecco i 6 motivi per cui potresti (o dovresti) assumere un’agenzia Amazon.

1) Non hai tempo di gestire i tuoi annunci e ottimizzarli

In E-Baus cerchiamo sempre di trattare ogni ASIN come un singolo business. Guardiamo al Quadro complessivo, considerando ogni dettaglio, come prezzo, peso e vendite, in modo da determinare quanto investire sulla sponsorizzazione di ogni prodotto.

Di sotto un esempio proveniente da uno dei nostri clienti. Per una lista di prodotti sponsorizzati, sulle ultime 3 colonne puoi notare il denaro investito e il denaro ricavato dalle vendite di quei prodotti.

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2) Non hai investito abbastanza in contenuti brandizzati (e sai che dovresti farlo)

Sempre più brand si stanno prendendo il tempo di investire in contenuti di brand come i Contenuti A+, i Branded Content e gli Store, aggiungendo immagini e contenuti interessanti per i clienti. Queste azioni fanno davvero la differenza per i tuoi prodotti.

Di seguito trovi alcuni esempi di come i brand nostri clienti abbiano sfruttato gli spazi forniti da Amazon per creare dei contenuti rilevanti e fornire approfondimenti ai compratori.

3) Non sei sicuro di come ottimizzare il posizionamento del tuo prodotto

La qualità del contenuto che proponi influenza sia il ranking del tuo prodotto sia le conversion che derivano dalla tua detail page.

Purtroppo sappiamo che la maggior parte dei venditori Amazon non ha tempo per mettersi a studiare nel dettagli tutti gli algoritmi di Amazon, inficiando così tutta l’ottimizzazione.

Sapere su quali parole chiave focalizzarsi e avere le risorse per scrivere i contenuti di ogni ASIN è un lavoro da agenzia Amazon.

4) Non riesci a mantenere i contatti con il supporto Amazon

Gli Account e Vendor Manager di Amazon ti seguiranno per i primi mesi dopo l’apertura del tuo business, ma poi inevitabilmente i vostri contatti diverranno sempre più rari. Non è che loro non vogliano che tu abbia successo, ma sono sicuramente presi da tante altre responsabilità che gli impediscono di dedicarti tutto il tempo di cui avresti bisogno.

Ecco perché dovresti affidarti ad un’agenzia, la cui priorità e core business saranno sempre curare il tuo successo su Amazon. L’agenzia non è altro che un team di esperti con una profonda conoscenza di tutti gli strumenti che Amazon mette a disposizione. Tra l’altro, essa è idealmente già in buoni rapporti coi rappresentanti Amazon, e potrà farti da tramite soprattutto nella fase di negoziazione.

5) Sai che da qualche parte stai spendendo troppi soldi di quanti dovresti, ma non sapresti esattamente dire dove

Non c’è niente di peggio che buttare denaro. Soprattutto perché quando non sai identificare il problema, anche la soluzione è impossibile da trovare.

Affidandoti ad un’agenzia scoprirai un team di proattivi che lavorano costantemente per rimanere aggiornati su qualsiasi nuovo trend o cambiamento all’interno della piattaforma. Questo ti permetterà di risparmiare denaro ed investirlo nelle azioni giuste.

Sotto un esempio di sell out in crescita di uno dei nostri clienti.

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6) Hai paura di affidarti ad un’agenzia o a un consulente

È vero, ci sono dei rischi nel permettere a qualcun altro di accedere al tuo account di Vendor o Seller, ma se scegli una solida e affidabile agenzia ne potrai ottenere solo benefici. Un’agenzia può infatti aiutarti a risparmiare tempo e denaro e, cosa più importante, potrà dimostrartelo con report numerici.

In E-Baus ti offriamo assistenza su Seller Central e Vendor Central, PPC, potenziamento recensioni, ottimizzazione di listing e detail page, e molti altri servizi personalizzati secondo le tue esigenze di business.

Prenditi il tempo di analizzare i risultati ottenuti dagli altri clienti che hanno lavorato con noi. Se lo desideri, possiamo metterti in diretto contatto con loro per farti avere delle referenze dirette. Oppure contattaci per qualsiasi altro dubbio.

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7 errori da evitare quando si fa pubblicità su Amazon

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7 errori da evitare quando si fa pubblicità su Amazon

Amazon Marketing Services è un portale che offre a tutti i venditori Amazon la possibilità di creare degli annunci sponsorizzati ad hoc, creati per raggiungere rapidamente il maggior numero di compratori.

Tra gli accorgimenti da adottare nell’utilizzo di questo strumento, troviamo anche una serie di errori che sarebbe meglio evitare, soprattutto quando non si è pratici del suo utilizzo.

Ecco le 7 cose da NON fare su Amazon Marketing Services:

1) NON avviare una campagna per poi dimenticarti di seguirla

Amazon mette a disposizione strumenti di reportistica molto dettagliati. Dopo aver avviato una campagna, è importante analizzarne la performance per aggiustare le parole chiave meno efficaci ed inserirne di nuove. Ricordati anche di aggiornare di tanto in tanto il budget investito sul cost per click dei tuoi annunci. Se non lo aumenterai, le tue pubblicità non verranno più visualizzate, lasciando spazio a quelle dei tuoi competitor.

2) NON affidarti unicamente al targeting automatico di Amazon

È giusto affidarsi inizialmente agli algoritmi di Amazon per farsi consigliare le migliori parole chiave per i propri annunci. Ma in media il costo per click per questo tipo di inserzioni è più alto. Dunque, dopo circa un mese di utilizzo del targeting automatico, sarebbe bene “svezzarsi” e iniziare ad inserire manualmente le proprie parole chiave, utilizzando quelle che hanno funzionato meglio in precedenza.

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3) NON ignorare il Customer Search Term report

Questo strumento ti permette di scoprire le parole chiavi più cercate dai clienti in modo da poter affinare le tue. Altri dati fondamentali che questo report ti offre sono: volume di impressions, ricerche di brand e ricerche senza brand, vendite, costo per click, click ottenuti.

4) NON dimenticarti di difendere la tua product page da altri inserzionisti

Una buona strategia è inserire sulle pagine dei tuoi prodotti gli annunci dei tuoi stessi prodotti, in modo da salvare quello spazio ed evitare che altri brand lo utilizzino al posto tuo.

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5) NON smettere di sponsorizzare i tuoi prodotti durante l’anno

Le campagne non-stop ti permettono di targettizzare i tuoi compratori con annunci contestualizzati. Non limitarti a lanciarli nei momenti dell’anno in cui credi siano più rilevanti. Capire quali prodotti funzionano bene stagione dopo stagione e applicare questa conoscenza anche ad altri prodotti è il modo migliore per avviare campagne di successo per promozioni inaspettate.

6) NON usare parole chiave troppo generiche

Potresti pensare che se utilizzi parole chiave più generiche avrai più chance di far trovare il tuo prodotto. In realtà dovresti fare il ragionamento opposto. Per esempio “croccantini biologici alle erbe per gatti” darà risultati molto migliori del più generico “croccantini per gatti”.

7) NON categorizzare i tuoi prodotti in modo sbagliato

Non lasciarti ingannare dal fatto che le categorie meno competitive danno al tuo prodotto un ranking più alto nella pagina di risultati. Questo non fa che inficiare la rilevanza dei tuoi annunci rispetto alla categoria in cui li hai inseriti: anche se un cliente visualizzerà più facilmente i tuoi prodotti, non ti porterà alcun click perché molto probabilmente non era quello che stava cercando.

Con questi accorgimenti riuscirai ad avviare delle campagne più efficaci senza rischiare di perdere denaro inutilmente.

Leggi anche i suggerimenti per una campagna di successo e un approfondimento su Amazon Marketing Services.

Per iniziare la tua prima campagna, apri il portale AMS e segui gli step. Oppure contattami per una consulenza gratuita.

Buona fortuna!

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